cosa fare a Terrasini

Storia

Terrasinus: terra del golfo. Nome derivante dal vicino promontorio di Capo Rama, che con il promontorio opposto di San Vito lo Capo forma l’ampio golfo di Castellamare.

Il popoloso borgo fu dominio feudale dei Principi La Grua – Talamanca di Carini, in cui si trova ancora (dove il famoso Castello della Baronessa di Carini, da cui prende vita l’omonima leggenda. I La Grua – Talamanca che avevano acquistato questo feudo dal Barone Donato – Gazara hanno lasciato il segno del loro dominio oltre che nello stemma comunale, anche nel palazzo municipale.

Paese di mare

A pochi minuti dalla piazza Duomo si possono raggiungere a piedi le tre spiagge, Praiola, Ciucca e Magaggiari. Per gli amanti degli scogli, sempre a pochi minuti a piedi, si possono raggiungere splendide località balneabili come Cala Rossa e la Grotta Perciata. Presso la grotta Perciata è perfettamente rintracciabile uno scoglio a forma di sedia dove il Poeta Giovanni Meli si sedeva e guardando il mare si ispirava per le sue poesie.

A richiesta è possibile effettuare escursioni a Palermo, Trapani, Segesta, Erice ed escursioni in barca per visitare le splendide coste.

Nelle vicinanze

Accanto al Palazzo Graziano è presente una tabaccheria con edicola; la farmacia si trova a circa 20 metri. La cattedrale a circa 30 metri. Nella piazza sono presenti 8 diversi locali, tra bar e ristoranti sempre aperti a prezzi contenuti. In piazza, i locali mettono musica fino all’una di notte che comunque non disturba gli ospiti in quanto le camere della Guest House sono dotate di vetro camera. I ristoranti più ricercati sono: Pier Bar ,Il Pirata, La Ruota, Primafila, Arabesque. Nelle vicinanze sono presenti due pasticcerie: Cucinella a Terrasini, e Palazzolo a Cinisi, a 2 km da Terrasini.

A Terrasini è presente il Palazzo D’Aumale , ex granaio e residenza dei conti D’Aumale, oggi sede del Museo dei carretti siciliani e del Museo Naturalistico.

 

 

Curiosità

Nel giorno di Pasqua ricorre la festa degli schietti (scapoli) che consiste nell’alzare un albero di arancio del peso di 60 kg e di tenerlo il più possibile sul palmo della mano. Questa tradizione ebbe inizio nell’Ottocento, in cui i giovani davano prova della loro forza sotto il balcone dell’amorosa. La stessa festa viene celebrata nello stesso giorno a Detroit negli Stati Uniti, dove esiste una comunità di Terrasinesi.